Falsa partenza, banche di nuovo nella bufera

 Falsa partenza, banche di nuovo nella buferaE' durato poco il rimbalzo di Piazza Affari. Dopo una partenza in territorio positivo, l'indice Ftse Mib ha virato al ribasso e ora cede l'1,70% scivolando a quota 16.162 punti. In rosso anche il Cac40 di Parigi (-0,47%) e l'Ibex di Madrid (-0,41%). Diversi i titoli sospesi in asta di volatilità sul listino milanese, in prevalenza titoli bancari.

Azimut  segna un calo teorico del 2,5%, Mps  del 4,52%, il Banco Popolare del 4,24%, Banca Mediolanum  del -4,85%, Bper del -3,98%, Bpm  del -3,09%,Buzzi Unicem  del -5,78%. "Sulle banche c'è un'onda speculativa che prescinde dai fondamentali", ha affermato Giuseppe Castagna, consigliere delegato di Bpm , in una'intervista a Class-Cnbc.

"Siamo in un clima europeo negativo perché c'è una preoccupazione per la mancata crescita e per gli effetti del costo del petrolio. Quest'ultimo per l'Italia dovrebbe essere un'opportunità ma in realtà sta diventando un boomerang per la crescita dell'inflazione", ha spiegato Castagna. "Questa situazione si riverbera sull'Europa e sui Paesi emergenti. Io invito a stare tranquilli e a guardare i fondamentali".

Sospesi anche Unicredit  (-5,25% teorico), Ubi Banca  (-5,91%) e nella galassia Agnelli Fiat Chrysler  (-5,67%), Exor (-6,36%) e Ferrari  (-5%). E ancora Yoox (-4,68%), Poste Italiane  (-7%), persino la più difensiva Enel  è oggetto di forti vendite (-1,66%). Lo spread Btp/Bund resta vicino a quota 150 punti base a 147,527. "Fino a che lo spread rimarrà su questi valori non vedo nulla di drammatico", ha concluso Castagna, secondo il quale "non è una situazione drammatica".

Il rendimento degli Schatz tedeschi a 2 anni è sceso sui minimi storici al -0,52% dato il nervosismo degli investitori, preoccupati della volatilità del mercato e della debolezza dell'economia globale. L'agitazione sui mercati europei sta diventando "sempre più diffusa", affermano gli analisti di Rbc Capital Markets. I costi di finanziamento del Bund e del Treasury decennali sono calati nettamente e, durante la notte, il rendimento dei bond giapponesi a 10 anni è sceso per la prima volta in territorio negativo.

Anche se i fondamentali suggeriscono una valutazione differente, per gli strategist di Unicredit , "gli investitori sono preoccupati dei prezzi del petrolio e dell'andamento del settore energetico, dell'outlook della Cina, dei movimenti sui mercati valutari, degli sviluppi in Europa, della crescita economica e anche delle prospettive sugli utili societari". I mercati toccheranno il fondo e quindi ripartiranno "solo quando gli investitori si accorgeranno che c'è una situazione di ipervenduto o di ipercomprato nel caso dell'obbligazionario".

di Francesca Gerosa

Fonte: MilanoFinanza 

09/02/2016 09:20