Barclays "scredita" le banche italiane

Barclays "scredita" le banche italiane

Barclays è preoccupata per i crediti deteriorati in pancia alle banche italiane e usa la scure sulle stime 2016-2018 e sui target price. I titoli delle banche italiane hanno continuato a sottoperformare il mercato lo scorso mese, riflettendo le preoccupazioni sulla qualità degli attivi, con la Bce che ora sta esaminando il problema dei crediti deteriorati.

Gli ultimi dati del quarto trimestre 2015 hanno mostrato un miglioramento della qualità dell'attivo delle banche italiane, ma per gli analisti di Barclays è improbabile che questo si traduca in migliori utili. Allo stesso tempo, la maggior parte delle banche sta affrontando un contesto più competitivo per quanto riguarda i prestiti.

Per la maggior parte delle banche italiane gli esperti della banca d'affari vedono aumentare la concorrenza nella rinegoziazione dei prestiti ma vedono anche meno svantaggi dalla rinegoziazione dei debiti sovrani e dalle ulteriori riduzioni dei costi di finanziamento. Di conseguenza, gli analisti vedono margini di interesse sostanzialmente stabili in futuro.

Quanto alla qualità del credito, in realtà, sta migliorando, ma le preoccupazioni rimangono. Tutti i management delle banche italiane quest'anno vedono scendere i livelli di non performing loans rispetto al quarto trimestre 2015. "Tuttavia, riteniamo che un più basso costo del rischio, alla luce di una migliore dinamica per i crediti deteriorati, sarà principalmente utilizzato per accelerare il processo di svalutazione dei prestiti", prevedono gli analisti di Barclays.

In media Barclays ha abbassato le previsioni di utile netto delle banche italiane che copre (Mps , Bpm , Banco Popolare  e Ubi) del 12%/22% alla luce di una revisione al ribasso delle stime sul margine di interesse. Di conseguenza i target price sono stati tagliati del 25%/65%, anche per includere l'aumento del rischio per le banche italiane, visto che non si conosce ancora l'esito finale dell'indagine della Bce sui non performing loans.

Più nel dettaglio, il target price di Mps  (+0,39% a 0,52 euro in borsa) scende del 65% da 1,70 a 0,60 euro, con l'eps 2016 visto ora a 0,11 euro per azione da 0,13 euro, quello 2017 a 0,12 da 0,15 e quello 2018 a 0,13 da 0,17 euro. Il rating resta equal weight.

Il target price dellaBanca popolare di Milano (+1,22% a 0,6205 euro in borsa) scende del 25% da 1,20 a 0,90 euro, con l'eps 2016 che resta invariato a 0,07 euro per azione, quello 2017 a 0,08 euro, mentre quello 2018 sale a 0,09 da 0,08 euro. Il rating resta overweight.

Il target price delBanco Popolare (+0,97% a 7,26 euro in borsa) scende del 45% da 14,80 a 8,20 euro, con l'eps 2016 visto ora a 0,79 euro per azione da 0,91 euro, quello 2017 a 1,02 euro da 1,19 euro e quello 2018 a 1,14 da 1,30 euro. Il rating resta equal weight.

Il target price diUbi Banca (-1,27% a 3,43 euro in borsa) scende del 50% da 9,20 a 4,60 euro, con l'eps 2016 visto ora a 0,48 euro per azione da 0,61 euro, quello 2017 a 0,55 euro da 0,69 euro e quello 2018 a 0,58 da 0,70 euro. Il rating resta overweight.

di Francesca Gerosa

Fonte: Milano Finanza del 26/02/2016