Banche e BCE: quali novità per mutui, depositi e investimenti?

Vi è stato da poco un nuovo annuncio da parte di Mario Draghi a favore delle banche italiane. Queste potranno ora beneficiare del programma Tltro 2, riuscendo da un lato a rinnovare i finanziamenti ottenuti nel Tltro 1 e dall’altra ad avere, nel caso dell’aumento dei prestiti, un tasso fino al 0.4% dalla Banca Centrale. Cosa comporterà tutto ciò su mutui, depositi e investimenti? Porterà certamente sul mercato una maggiore liquidità e di conseguenza dovrebbero aumentare i prestiti destinati a famiglie e imprese. L'effetto dell'azzeramento dei tassi deciso giovedì dalla Bce non sarà forse trascinante per i mutui, ma la decisione di Mario Draghi servirà a confermare la tendenza alla ripresa del mercato in atto ormai da mesi. Così, se l’abbassamento del livello del costo del denaro a zero e la riduzione della remunerazione sui depositi a -0,40% avrà un impatto pressoché immediato, ma anche molto limitato, sul costo dei prestiti a tasso variabile che già è molto ridotto, le nuove operazioni di rifinanziamento per le banche vincolate alla concessione di fondi alla clientela (le Tltro) avranno effetti favorevoli più ritardati nel tempo ma più duraturi.

Cosa cambia per mutui e depositi?

Con la scelta di portare a zero il tasso di rifinanziamento principale, ci sarà una riduzione di 5 cent degli interessi per i mutuatari che hanno scelto questo specifico parametro.  Ma Come – sottolinea il Sole 24 ore – “il taglio del tasso sui depositi dovrebbe abbassare ulteriormente l’Euribor a 3 mesi e portarlo verso -0,25%, livello che secondo gli analisti di Barclays Research è coerente con una deposit facility a -0,40 per cento. In ogni caso si tratta di spiccioli su rate che già di per se sono ai minimi storici”.

Cosa cambierà per le banche con le disposizioni BCE ?

Draghi mette nuovamente le banche nelle condizioni di finanziare l’economia reale, e lo fa paradossalmente addirittura «pagando» gli istituti più virtuosi che si fanno prestare denaro da girare al sistema economico. Il meccanismo delle Tltro, segnando una novità, prevede infatti che il tasso possa scendere anche sottozero, fino proprio a quel -0,40% delladeposit facility, per chi chiederà fondi oltre una certa soglia. Così facendo, stando a quanto affermato dal centro studi Prometea, la scelta di Mario Draghi dovrebbe portare alla banche fino a 317 miliardi di euro.

Lo stesso centro studi ha inoltre ribadito come:

“Quello che sicuramente porterà sollievo e faciliterà la trasmissione di politica monetaria all’economia reale è il fatto che la BCE sia disposta a pagare le banche se si fanno prestare denaro da girare al sistema economico… Le banche italiane si trovano così ad avere fino a 317 miliardi di euro in più di finanziamenti a lungo termine, il che ridurrà ulteriormente l’esigenza di emettere bond per rimpiazzare quelli in scadenza nei prossimi mesi, proteggendosi così dalla volatilità del mercato… Si è discusso molto sulle conseguenze negative dei tassi sottozero sul bilancio delle banche. Questi sono calati ancora e nessun meccanismo di diversificazione sulle quantità depositate presso la BCE è stato introdotto.”

Tutto questo è stato fatto, sostiene Draghi, per segnalare che “i tassi non possono scendere indefinitamente”. La BCE è più che conscia che a un certo punto i tassi negativi possono divenire dannosi per alcune banche.

Cosa cambia invece per gli investimenti?

Con il possibile calo del differenziale di rendimento col titolo si potrebbe arrivare all’1,30%. Inoltre si può ritornare a parlare di obbligazioni corporate, acquistabili dalla BCE. Da sottolineare che, in questo caso, i rendimenti saranno destinati a scendere.

Ovviamente non esiste certezza alcuna che simili vantaggi vengano poi automaticamente trasferiti a imprese e famiglie, ma grazie a questa mossa la Bce ha dato alle banche europee, di conseguenza anche a quelle italiane, un’arma in più per contrastare l’impatto negativo che tassi ridotti a zero esercitano sul loro conto economico: un piccolo, ma significativo, passo avanti verso la normalizzazione del sistema del credito.


Autore: Erica Venditti
Fonte: Redazione Credit Village Magazine
31/03/2016