Banca Etruria, in Procura arrivate 150 denunce

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Mentre alla procura di Arezzo stanno arrivando nuovi esposti, c’è chi da una delle inchieste su Banca Etruria esce di scena. Si tratta di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell’istituto di credito prima del commissariamento. L’indagine è quella relativa alle fatture per presunte finte operazioni che si è sviluppata da una costola dell’inchiesta sull’ostacolo alla vigilanza (quella che il prossimo 10  marzo vedrà l’ex presidente Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e il direttore centrale David Canestri di fronte al giudice perl’udienza preliminare).
Con la chiusura delle indagini, suggellata dall’avviso inviato agli indagati, dall’elenco è scomparso il nome di Rosi la cui posizione potrebbe quindi essere archiviata. La vicenda era quella delle fatture da 300mila euro per operazioni che la procura considera inesistenti, legate ad un’attività di advisor della società romana per l’operazione Palazzo della Fonte.
Intanto quotidianamente arrivano all’ex Garbasso nuovi esposti – sarebbero già 150 – ai quali sta lavorando il pool di magistrati composto da Andrea
Claudiani, Julia Maggioree, Angela Masiello. Oggi saranno ascoltati i primi risparmiatori, ma le indagini prevendono anche che vengano esaminati i Mifid, i questionari sui profili di rischio che secondo le associazioni di risparmiatori sarebbero stati in alcuni casi modificati. In pratica si pensa che sia stata alterata la situazione del risparmiatore, in modo da mandare a buon fine l’acquisto dei prodotti subordinati.

| 4 febbraio 2016 7:32  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

Fonte ArezzoNotizie